TRASMUTAZIONI

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TRASMUTAZIONE 01 (2020)
8,5X10,8CM POLACOLOR ER INSTANT, 1997
STAMPA 34,5X44,2CM. HAHNEMUHLE FINEART BARYTA

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TRASMUTAZIONI

Modificare lo stato della materia e accompagnarla verso una nuova dimensione. Molto più di una semplice metamorfosi, la trasmutazione parla della proprietà che cambia il destino della materia, trasformandola. Trasmutazione. Ove la materia implode e crea germogli.

Concetto che affonda le radici nell’alchimia medievale, la trasmutazione indica la capacità di modificare lo stato della materia e accompagnarla verso una nuova dimensione.

Le opere della serie Trasmutazioni nascono da un archivio di vecchie fotografie professionali a sviluppo istantaneo, dimenticate nell’era digitale. Si tratta di fotografie scattate tra la metà degli anni Settanta e il 2008, che Bergamo utilizzava sul set prima di scattare con la pellicola, per controllare che l’immagine corrispondesse alle aspettative. Erano i “provini”, che costituivano quel momento che precedeva lo scatto definitivo, quando l’immagine prende forma e definizione articolandosi nelle sue diverse simmetrie. Le immagini originali ritraggono interni, still life, persone: foto di interior design, ritratti e nature morte che certificavano stili di vita e il modo in cui le persone abitavano i loro spazi.

Il processo creativo con cui Bergamo trasforma queste fotografie a sviluppo istantaneo in opere d’arte contemporanea è insieme distruttivo e generativo. In primo luogo, l’artista scioglie la gelatina con una soluzione chimica creata ad hoc. Successivamente, interviene manualmente modellando la gelatina ancora fluida, accompagnando l’opera in fieri con il suo intervento. Il risultato sono composizioni astratte, in cui l’immagine originaria implode, creando germogli visivi inediti: pieghe, screpolature, strati sovrapposti che riportano alla mente suggestioni dalla pittura informale e da immagini di fenomeni naturali, quali pietre, paesaggi, venature del corpo umano.

La riflessione teorica che sottende a questo lavoro riguarda la natura dell’immagine nell’epoca digitale. Come sostiene l’artista: “Il digitale espone, non scava negli anfratti, leviga e si limita a registrare. La pellicola, al contrario, regala tridimensionalità e profondità”.

Trasmutazioni è dunque anche un manifesto contro l’omologazione del vedere, un atto di resistenza poetica che recupera la materialità e la profondità perdute dell’immagine analogica.
Scomporre per creare, un gesto radicale che vuole donare nuova vita a ciò che era destinato all’oblio, trasformare la memoria in presente, fare dell’arte un atto di rigenerazione e (re)invenzione.

Le opere originali sono miniature di 8,5×10,8 cm, la misura delle Polaroid Polacolor ER instant e delle Fujifilm instant, da cui nascono. Da queste piccole creazioni uniche, Bergamo ha poi ricavato stampe realizzate su carta Hahnemuhle FineArt Baryta, che permettono di apprezzare ogni dettaglio e ogni sfumatura del processo di trasmutazione.